Alla città di Palermo (Spongano)

TESTO TRADIZIONALE E TRADUZIONE

Alla città di Palermo

Alla città di Palermo,
viveva una famiglia,
con padre, madre e figlia,
sapeva ben parlar.

Un giorno al padre lei dice:
"Papà mi voglio incasare,
papà mi voglio incasare,
ma con quel camerier".

"Sia benedetta figlia,
sciogli quel male pensiero,
'bbandona quel cameriere
senza nessuna pietà".

E all'istessa sera
prepara la pistola,
prepara la pistola,
uccise mamma e papà.

E all'istessa sera
prepara nu fangottu,
e ori e argenteria,
suo sposo andò ritrovò.

"Senti mio caro Michelino,
per te l'amore è forte,
per te l'amore è forte,
ho ucciso mamma e papà".

"E senti mia cara Filumena,
ieu amu un'altra donna,
ieu amu un'altra donna,
a te non sposerò".

La povera Filumena
sentendo ste parole,
sentendo ste parole,
a terra cade e svenì".

Con una mano la prese,
con l'altra l'abbracciò:
"Alzate Filumena
che a te ieu sposerò".

La rosa quandu nasce
non perde mai l'odore;
così sarà Filumena
sincera a fare l'amore.

 

"Testi tratti dalla tradizione orale ed etinica del Salento, un tributo che identifica il repertorio poetico-musicale del territorio da considerare esclusivo patrimonio di tutta la collettività Salentina."

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