Cincuantacincu migghi (San Vito dei Normanni)

TESTO TRADIZIONALE E TRADUZIONE

Cinquantacincu migghi

Cinquantacincu migghi
e n'agghiu fattu pi te Ninella
e lu purtuncin'ha gghiusu
e mi l'ha fattu truvà.

S'affaccia la sorella
e tutta a me rusceva chiancennu
e la tua morosa è morta
l'hannu andata a seppellì.

Alzandu lu tampagnu
e veddi nu mazzu ti rosi
sei diventata sposa
e non ti conosco più.

Cinquantacinque miglia

Cinquantacinque miglia
ho percorso per te Ninella
il portoncino hai chiuso
e così me lo hai fatto trovare.

Si affaccia la sorella
piangendo:
"La tua morosa è morta
e sono andati a seppellirla".

Alzando il coperchio della bara
vidi un mazzo di rose:
"Sei diventata sposa
e non ti conosco più".

Note:E' questo un antico canto dell'agro sanvitese ormai raro da ascoltare, quasi estinto. La storia è drammatica: lui arriva da lontano a trovare l'innamorata ma la trova morta. E' un lamento vero e proprio cadenzato, tipicamente monodico. In poche scarne, essenziali strofe ci dice tanto sulla vita, sulla precarietà di essa, sulla lontananza di prima (cinquantacincu migghi) che diventa lontananza incolmabile poi.

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