Lu ualanu (San Vito dei Normanni)

TESTO TRADIZIONALE E TRADUZIONE

Lu ualanu

Rit:
O mamma quant'è puercu
lu ualanu,
ca lassa la mugghieri a ci la voli,
a ci la voli,
e quannu si ritira la sera
ti fori,
pigghia la zappa e la mena ddà ffori,
la mena ddà ffori.

Lu maritu tuttu arrabbiatu,
la mugghieri la fotti a mazzati.(2)

Rit

Vieni qua maritu mia
t'agghia dari a ci vogghiu iu.

Rit

Vieni a sì sì e vieni a no no,
vieni a consola
stu misero cuor.(2)

Rit

Il contadino

Rit:
O mamma quanto è porco
il contadino
che lascia la moglie a chi la vuole,
a chi la vuole,
e quando torna la sera
dalla campagna,
prende la zappa e la getta là fuori,
la getta là fuori.

Il marito tutto arrabbiato
prende a botte la moglie.(2)

Rit

Vieni qua marito mio
ti devo dare a chi voglio io.

Rit

Vieni a sì sì, vieni a no no,
vieni a consolare
questo misero cuor.(2)

Rit

Note: Sembra un canto autodissacratorio se si pensa che era cantato in ambiente contadino. In realtà si riferisce ad un caso ben preciso di un contadino che aveva questo atipico comportamento, o almeno questo è quello che vedeva dal di fuorichi osservava la vita familiare di questa coppia. La particolarità del canto sta anche nel lungo ritornello, le strofe variabili sono invece molto poco sviluppate.

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