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Lecce

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Città della Puglia, capoluogo di provincia, nella penisola salentina, situata a 12 km dalla costa adriatica e a 25 km da quella ionica, la città sorge al centro di una fertile pianura, il cui fondo è ricoperto di calcari marmosi largamente utilizzati nell'edilizia locale (la terra di Lecce o pietra leccese). E' la città dove si è maggiormente sviluppata l'arte barocca, grazie alla lavorazione, appunto, della pietra leccese, un calcare molto adatto alla lavorazione con lo scalpello. Lecce è infatti definita anche la Firenze del sud o l'Atene delle Puglie, proprio per la bellezza dei suoi monumenti. Centro agricolo (vino, cereali. ortaggi, frutta, olio) e commerciale (collegato radicalmente con tutti i centri grandi e piccoli del Salento), ha attive industrie molitorie, olearie, enologiche, di conserve alimentari (rinomate cotognate); inoltre vetrerie, giocattoli, industrie del legno (mobili), poligrafiche, ceramiche, calzifici. In passato una delle più importante manifatture di tabacco. Lecce è rinomata sopratutto per l' artigianato della cartapesta (figurine, giocattoli). Nodo stradale e ferroviario. A 12 km, stazione balneare in frazione di San Cataldo (Lido di Lecce).

Stato: Italia
Regione: Puglia
Altitudine: 49 metri sul livello del mare
Supeficie Comune: 238,4 km²
Abitanti: 94.200 nel 2007
Densità: 394,2 ab./km²
Nome abitanti: Leccesi
Marine di Lecce: Casalabate, Torre Rinalda, Spiaggiabella, Torre
Chianca, Frigole, San Cataldo;
Comuni Confinanti: Arnesano, Cavallino, Lequile, Lizzanello, Monteroni di Lecce, San Cesario di Lecce, Squinzano, Surbo, Torchiarolo (BR), Treppuzzi, Vernole
CAP : 73100
Prefisso Telefonico: 0832
Codice ISTAT: 075035
Codice Catasto: E506
Santo Patrono: Sant'Oronzo, San Giusto, San Fortunato
Giorno Festivo: 26 Agosto
Sede Vescovile  
Sede Universitaria: Università Del Salento

Caratteristica manifestazione del folklore leccese è la fiera dei pupi o di Santa Lucia (13 dicembre), con grande mostra, sotto i porticati di piazza Sant'Oronzo e attorno al duomo, di santi di cartapesta e pupi da presepe. La provincia di Lecce comprende la parte meridionale della penisola salentina, nota anche come Terra d'Otranto: 2.759,4 km²; 678.338 abitanti (246 abitanti per km² ; valutazione 1966: 715.738 abitanti), distribuiti in 94 comuni; in alcuni comuni si parla ancora il dialetto greco (Calimera, Soleto, Castrignano de'Greci, Sternatia, Corigliano d'Otranto, Martignano, Zollino, Martano). Notevole l'accentramento della popolazione nei capoluoghi. Il territorio della provincia di Lecce si estende tra il mare Adriatico e lo Ionio, su un tavolo pianeggiante a nord, mentre verso sud si innalzano, con modeste elevazioni, le Serre salentine (Serra del Cianci, 201 m), degradanti con terrazzi collinosi verso i versanti marittimi. La morfologia del terreno, calcareo, con manifestazioni di carsismo, è simile a quella delle Murge. La costa è rocciosa e dirupata tra Otranto e capo Santa Maria di Leuca; altrimenti bassa e monotona. Il clima è mite, tipicamente mediterraneo, con scarse precipitazioni. La provincia di Lecce occupa i primi posti nella produzione nazionale di olio, ma notevole è pure la produzione vinicola, con vini da pasto, primitivi, rossi e da dessert, di cereali, di fichi, mandorle, ortaggi e primizie. Pesca costiera. Le industrie hanno importanza minore rispetto all'agricoltura e sono prevalentemente di piccole dimensioni. Il settore più sviluppato è quello alimentare, per la trasformazione di prodotti agricoli; poi l'industria estrattiva della pietra leccese, le industrie del cemento, dei laterizzi, tessile (maglifici) e dell'abbigliamento, del legno, completano il quadro dell'attività economica della provincia, insieme con il turismo e l'industria alberghiera. Porti pescherecci e scali marittimi: Otranto e Gallipoli. Centri principali: Nardò, Galatina, Maglie, Galatone, Copertino e Squinzano, nell'interno; Otranto, Santa Cesarea Terme e Gallipoli, sulla costa.

Storia Lecce

La leggenda tramanda che già prima della guerra di Troia esistesse Sybar, città messapica che, dopo l'avvento degli Japigi, e la successiva conquista romana nel III secolo a.C., latinizzò il suo nome in Lupiae, passando da stazione militare a comunità cittadina affiliata a Roma. Lecce fù, quindi, l'antico municipio romano di Lupiae, che acquistò una certa importanza nel II secolo al tempo di Marco Aurelio. In questo periodo il nucleo cittadino si spostò di circa 3 km a nord-est e prese il nome di Licea o Litium. La nuova città fiorì in epoca adrianea e venne arricchita da un teatro e un anfiteatro e collegata al Porto Adriano (i cui resti sono oggi situati a San Cataldo). Dopo una breve parentesi dei Grecì fù disputata a lungo durante la guerra gotica nel VI secolo e fu per due volte conquistata e saccheggiata dal re dei Goti, Totila, 542 e nel 549; si avvicendarono quindi i Saraceni, i Greci, i Longobardi, gli Ungari e gli Slavi. Decaduta sotto i Longobardi anche per l'ascesa di Otranto, dopo la morte di Ottone II (983) passò sotto il controllo del catapano bizantino di Bari, cui era stata contesa dagli Arabi, e divenne un importante centro religioso e culturale. Dopo la conquista normanna (1040 circa) Lecce diventà contea, successivamente capolugo del Salento che seguì le sorti del regno. Fu poi donata da Federico II al figlio naturale Manfredi; passata (XIII secolo) aglì Angiò, fu feudo dei Brienne, che provvidero a recingerla di mura, poi (XIV secolo) dagli Enghien e dagli Orsini-Del Balzo; nel 1463 fu resa soggetta immediatamente alla corona di Napoli. Lecce nel XV secolo era diventata punto di incrocio dei traffici commerciali nel basso Adriatico ed era quindi frequentata dai mercanti fiorentini, veneziani e balcanici; potè così raggiungere un notevole benessere economico, che attrasse le mire dei Turchi, un attacco dei quali fu respinto nel 1480. I nuovi padroni del regno di Napoli, gli Spagnoli, la fortificarono. Durante la guerra dei Trent'anni, nel 1647, contemporaneamente a Palermo e Napoli, la popolazione, guidata da Girolamo Paladini e Giovanni Spinola, si sollevò contro il fiscalismo spagnolo. Altra insurrezione si ebbe nel 1848 in pieno Risorgimento: i liberali costituirono un governo provvisorio, e dovettero poi subire le persecuzioni del governo borbonico. Nel 1860 sorse un governo provvisorio che dichiarò la decadenza dei Borboni; seguì l'annessione al regno d'Italia.

Arte Lecce

Lecce conserva, intatte, le strutture borgognone della chiesa dei Santi Nicolò e Cataldo eretta nel 1180, la più insigne chiesa normanna della regione, e quelle cinquecentesce del Sedile, antica sede del Comune, per tacere delle testimonianze classiche; ma dentro la cinta delle sue mura, ricostruite da Carlo V nel 1540 circa, il volto della città è barocco e giunge appena alle cadenze di un primo gentile rococò. Nelle sue strade e nelle sue corti dominano una grazia e un'eleganza capricciosa che hanno le loro ascendenze lontane nella tradizione decorativa del romanico pugliese. Una delle espressioni più affascinanti di questo particolare gusto è la facciata di Santa Croce, capolavoro di Cesare Penna e Giuseppe Zimbalo, insieme con la contigua fronte del convento dei Celestini, oggi sede della prefettura. Scultore-architetto, lo Zimbalo sovrappone con geniale orginalità i suo manti plastici barocci a strutture architettoniche ancora cinquecentesche. Alla straordinaria finitura del barocco leccese contribuiranno certamente le possibilità decorative del materiale usato, un calcare arenario omogeneo, di un bel colore biondo dorato, noto come “pietra leccese”, compatto e tenero all'uso. Fra gli edifici che compongono l'elegante scenografia della piazza del duomo della città si ricordano, oltre al duomo, il palazzo del seminario di Giuseppe Cino, una delle opere più rappresentative dell'ultimo barocco, pittorico come Santa Chiara con la sua movimentata facciata. Il caratteristico linguaggio architettonico di Lecce si manifesta anche nelle chiese del Rosario e di Sant'Angelo di Giuseppe Zimbalo, in quella di San Matteo dalla bella fronte concavo-convessa (l'unica legata a una pianta veramente barocca) e ancora nei palazzi Carafa (municipio), Rollo e Giromini. Nel Museo provinciale Sigismondo Castromediano si conservano vasi messapici e romani.

Archeologia Lecce

Una necropoli e iscrizioni messapiche documentano l'origine della città. Di epoca romana sono il teatro e l'anfiteatro (secolo I-II d.C.), di cui è stata rinvenuta un'interessante decorazione in sculture e bassorilievi; tra le statue, notevoli un torso policleteo e un'Amazzone del tipo detto di Berlino. Il locale Museo provinciale conserva i reperti della zona; tra essi numerosi vasi apuli e la pelike del Pittore di Chicago.

 

Sede

Via del Fosso, snc 

Lucugnano - Tricase - Lecce

ITALIA

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