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Tipi di canti popolari "non solo la pizzica"

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Tipi di canti popolari "non solo la pizzica"

E' doveroso chiarire che la musica e i canti popolari salentini non si possono e non devono essere identificati nella sola pizzica o tarantella. Una prima distinzione la si può fare per quanto riguarda i temi trattati. Esistono infatti canti d’amore, canti di sdegno, canti religiosi, canti di lavoro, ninnananne, canti di guarigione e anche canti di morte. Canti insomma legati ad ogni momento della vita dell’uomo. Diversa era la modalità di esecuzione di tali canti che potevano essere accompagnati da semplici strumenti popolari (tamburello, chitarra, violino, organetto/fisarmonica, mandolino), o al contrario interpretati da sole voci talvolta ritmati con il battito delle mani. Oltre alla pizzica infatti la musica popolare comprende anche stornelli, serenate e canti “alla stisa” (eseguiti da una sola voce o polivocalici ). Anche la stessa “pizzica” non è tutta uguale. Si potrebbe infatti distinguere tre tipi di pizzica: - la pizzica “d’amore”, che racchiude strofe legate all’amore per una donna o per un uomo, accompagnate da una serie di riferimenti alla vita quotidiana contadina. Tale pizzica è ballata spesso da un uomo e una donna e anche la danza visivamente esprime un corteggiamento; - la pizzica “scherma”, che veniva eseguita in occasione della festa di San Rocco a Torrepaduli il 15 di Agosto. La danza vedeva come protagonisti due uomini che mimavano un combattimento con coltelli.; - La pizzica tarantata, suonata allo scopo di guarire la tarantata o il tarantato (ossia colei o colui che era stato “morso” dalla taranta”), caratterizzata da strofe che invocavano l’intervento di San Paolo , considerato dalla tradizione come protettore contro i morsi degli animali “da terra” (ragni, serpenti, ecc.). Tale pizzica poteva essere eseguita con ritmi più lenti o più incalzanti, in base alla reazione del “malato” alla musica proposta dai suonatori. Non c’è da stupirsi quindi del fatto che la musica era preceduta da una vera e propria esplorazione musicale (e talvolta anche cromatica), che permetteva di individuare le esigenze e le “caratteristiche” del tarantato. La danza ossessiva che ne seguiva era chiaramente ballata da una sola persona, non da una coppia. Proprio perché aveva uno scopo curativo, questa musica non aveva una durata standard ma variava a seconda delle situazioni.

A cura di: Vincenzo Mancini componente del gruppo "Li Strittuli"

 

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